Il Video Del Mese
Nel mio lavoro clinico capita spesso di incontrare famiglie in cui il problema non è rappresentato dal conflitto aperto, dalle urla o dalle rotture manifeste, ma da qualcosa di più silenzioso e difficile da nominare: il freddo emotivo.
In queste famiglie il legame non è assente, ma appare come congelato. Le relazioni continuano a esistere, i ruoli sono formalmente rispettati, eppure il contatto affettivo sembra rarefatto, distante, quasi sospeso.
Questo tipo di configurazione relazionale può essere definita come legame familiare gelido: una forma di connessione in cui la vicinanza fisica o istituzionale non corrisponde a una reale prossimità emotiva.
Il risultato è un equilibrio familiare apparentemente stabile, ma costruito sulla regolazione della distanza. Il silenzio emotivo diventa una forma di protezione del sistema.
Il gelo relazionale raramente nasce dal nulla. Spesso rappresenta l’esito di processi transgenerazionali. In molte storie familiari il distacco affettivo è stato una strategia di sopravvivenza di fronte a eventi difficili: lutti non elaborati, migrazioni, contesti di forte precarietà, esperienze traumatiche o modelli educativi fortemente normativi.
In queste situazioni le emozioni possono essere state percepite come destabilizzanti o pericolose. La famiglia, implicitamente, può aver imparato che sentire troppo espone al rischio, mentre controllare e contenere le emozioni garantisce stabilità.
Così il gelo diventa una sorta di eredità invisibile: una modalità appresa di stare insieme.
Nel percorso terapeutico il lavoro non consiste nel “sciogliere” il gelo con interventi forzati, ma nel creare spazi di esperienza emotiva condivisa. Piccoli movimenti nella comunicazione possono lentamente trasformare il clima relazionale.
I legami familiari gelidi ci ricordano che l’assenza di conflitto non coincide necessariamente con la presenza di intimità. A volte le famiglie più silenziose custodiscono storie emotive profonde, stratificate e poco visibili.
Guardare a queste dinamiche con uno sguardo sistemico significa riconoscere che anche il freddo ha una storia, una funzione e un significato all’interno della rete delle relazioni.
Ed è proprio da questa comprensione che può iniziare, lentamente, un processo di trasformazione.
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È un servizio di Coterapia realizzato da Psicologhe e Psicoterapeute Familiari,
presso lo Studio di Consulenza Psicologica e Psicoterapia Familiare di Via Alcide De Gasperi, 116 a Pagliare del Tronto (AP).
Uno spazio che agevoli l’accessibilità ad un servizio che si prende cura del funzionamento della famiglia intera oltre che del benessere della singola persona in difficoltà.
Il lavoro punta sulle risorse e sulla collaborazione di tutti i membri nella direzione di un cambiamento positivo. Il servizio nasce a scopo di prevenzione
e promozione alla salute delle famiglie.
È un intervento terapeutico caratterizzato dalla compresenza di due psicoterapeuti specializzati a lavorare insieme con le coppie e con le famiglie.
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